25 NOVEMBRE, Ospedale San Donato di Arezzo, “Arun, Varun, Kiranmala, Il viaggio alla Montagna”

8 novembre 2018  •  Pubblicato in Concerti, Musica al San Donato

25 NOVEMBRE

ore 16.30 Ospedale San Donato, Arezzo

ARUN, VARUN, KIRANMALA. IL VIAGGIO ALLA MONTAGNA

fiaba con immersione sonora

A cura della Compagnia La Volpe con il Lume

Narrazione, drammaturgia e regia: Sonia Montanaro

Musica, canti e bagni di gong: Elisa Malatesti

Le storie sempre conducono dove non ci aspetteremmo. Questa arriva fino ai monti dell’India, insieme a tre fratelli e il loro viaggio dietro alle parole dell’asceta. Cosa cercano? La fiaba di Arun, Varun e Kiranmala, tradizionale bengalese, raccontata per voce e strumenti di provenienza orientale, è un ponte verso il bagno di gong  – suonato con percussioni di origine asiatica – che segue la narrazione come se ne fosse una misteriosa parte. I partecipanti, invitati su un morbido tappeto, sdraiati o seduti su coperte, cuscini o sedie, come accolti al palazzo del Re, ascoltano il racconto e gustano, poi, la coccola sonora del bagno di gong, nel tepore delle coperte. Chissà dove i suoni ci porteranno.

LA VOLPE CON IL LUME nasce nell’Autunno del 2013, raccogliendo il percorso di ricerca di Teatro corporeo e Teatro in Natura intersecato con lo studio delle fiabe popolari e la loro narrazione portata avanti nel decennio precedente dalla fondatrice, Sonia Montanaro, con maestri, collaboratrici e collaboratori preziosi incontrati nelle situazioni più diverse. Prende vita come un progetto che avvicina la ricerca dell’incontro, e dell’incontro performativo, coi luoghi naturali all’indagine sui materiali fiabeschi e lo studio della loro traduzione in atto teatrale e narrazione. Il disegno si fonda su una scelta che procede cercando una qualità di lavoro artistico precisa, che non si accontenta, scevra da abbellimenti non necessari. La compagnia porta in giro spettacoli che incrociano narrazione, azione teatrale e canto e musica dal vivo, verso l’integrazione organica tra corpo dell’attore, corpo della storia e corpo del luogo. Gli spazi sono i più diversi ma una predilezione va alla natura, le radure, angoli protetti di bosco, i parchi, paesaggi di campagna, giardini. Le storie vengono offerte all’aria aperta ma pure in interni, palazzi da scoprire, piccoli teatri, chiostri, biblioteche, stanze trasformate con morbidi tappeti in ambienti diversi dal quotidiano. L’incontro con coloro che ascoltano davvero importante. Sempre le storie che arrivano dal passato veicolano domande e questioni che ci interrogano su noi stessi e sulla vita. Andando avanti nello studio delle fiabe afferenti alla tradizione Europea e non solo, ci siamo rese conto che uno degli elementi che sempre tornava dentro al lavoro, come nel lavoro personale, era il nodo della libertà, liberazione conquistata, avvicinata faticosamente. Così è nelle storie che raccontiamo.

SONIA MONTANARO Sono nata a Vinci nel 1974 da mamma toscana e babbo pugliese. Ho ascoltato e ascolto tutt’ora i racconti provenienti da ambedue le loro tradizioni, contadine e popolari. Ho una formazione doppia che interseca da circa venti anni una pratica fisica di teatro corporeo, teatro e canto in natura, danza (laboratori di danza, narrazione, teatro dal 1995; formazione professionale operatori teatrali promosso da Mestieri dello Spettacolo ATI e Giallo Mare Minimal Teatro 2001) alla riflessione teorica sui processi di integrazione tra corpo e pensiero (dottorato di ricerca, Università di Firenze, su corpo e processo formativo, conseguito nel 2005). Dopo la sperimentazione di teatro corporeo avvenuta, dal 2001 al 2006, sotto la guida di Stefano Furlan, diplomato alla bottega teatrale d’arte Vittorio Gassman, che mi ha mosso verso cosa volevo lavorare, negli anni successivi la ricerca teatrale si è centrata sul Teatro Natura, più precisamente sull’integrazione tra corpo dell’attore, corpo della voce e corpo del luogo. Tre incontri sono stati fondamentali a riguardo: dal 2005, con la proposta di Jairo Cuesta (New World Performance Lab di Cleveland USA, allievo di Grotowski nel periodo delle Sorgenti), dall’anno successivo con il gruppo di ricerca del Genius Loci (O’Thiasos TeatroNatura, Roma, guidato da Sista Bramini, Francesca Ferri e Maria Mazzei), e i due inverni del 2006 e 2007 con la partecipazione in West Bengala (India) ai laboratori del Milòn Mèla, coordinati da Abani Biswas, anch’egli allievo grotowskiano. Hanno aperto tale via di indagine che è andata definendosi come: pratica da raccontatrice e studio delle storie tradizionali e dei miti; studio del canto tramite l’avvicinamento al repertorio popolare; teatro corporeo in natura, che ne è in qualche misura la sintesi, il luogo del cuore con quello che questo comporta. L’incontro con il percorso di Thomas Richards nel Summer Intensive Program allo Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards di Pontedera dell’Estate 2011 ha portato questioni vive e faticose sulle necessità dell’azione teatrale. Tanto buon da fare! Nel corso del 2013 ho frequentato i laboratori di Kristin Linklater, esplorazione sul liberare la voce naturale, e nell’Inverno dello stesso anno incontrato il lavoro di Maud Raubart sui canti vibratori. Dal 2008 al 2013 ho vissuto con Diletta Landi l’avventura di Al Canto del Fuoco, come fondatrice e attrice della compagnia che ha portato in giro storie e canti della tradizione sulla via dei vecchi cantastorie. Dal 2003 collaboro come formatrice teatrale e lettrice per Giallo Mare Minimal Teatro, trentennale compagnia di Teatro Ragazzi di Empoli (FI) e dal 2010 come attrice raccontatrice per O’ Thiasos TeatroNatura di Roma.

ELISA MALATESTI si dedica allo studio e alla pratica della musica polifonica e madrigalistica dal 1989, anno in cui entra a far parte della corale polifonica Claudio Monteverdi di Castelfiorentino, diretta dal M° Fabrizio Bartalucci. Da allora è stata continuativamente impegnata in vari gruppi e progetti sia come corista che come solista. Nel 2003 intraprende gli studi vocali sotto

la guida del soprano Maria Billeri. Diplomatasi presso il Conservatorio “Mascagni” di Livorno, partecipa abitualmente a vari progetti musicali sia in campo corale e operistico che nell’ambito della musica popolare toscana e delle collaborazioni teatrali. All’attività di cantante affianca quella di arpista autodidatta, e di citarista, con lo studio del salterio ad accordi sotto la guida del M° Elena Guidi. Dal 2010 dirige l’Orpheus Ensemble, gruppo vocale e strumentale a repertorio prevalentemente medievale e rinascimentale. Nel 2012 ha frequentato i corsi di perfezionamento in canto barocco del M° Marco Scavazza. Dal 2013 si dedica alla ricerca e alla sperimentazione dei rapporti che intercorrono tra musica e benessere psicofisico, proponendo conferenze e sessioni esperienziali di musicoterapia con strumenti armonizzatori, e meditazione con musica dal vivo e voce guida interamente cantata.